Di Redazione_ su Venerdì, 06 Novembre 2026
Categoria: News

Elvira Grandone eletta presidente della Società Italiana per lo Studio dell'Emostasi e della Trombosi

La responsabile dell'Unità di Emostasi e Trombosi ricoprirà questo ruolo per il biennio 2026-2028 

Elvira Grandone, medico responsabile dell'Unità di Emostasi e Trombosi dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, è la nuova presidente della Società Italiana per lo Studio dell'Emostasi e della Trombosi (SISET) per il biennio 2026-2028.

La nomina è stata ufficializzata a Roma lo scorso ottobre, in occasione del XXIX Congresso nazionale della Società scientifica.

La SISET riunisce oltre mille professionisti tra medici, biologi e biotecnologi impegnati nello studio e nella cura delle patologie emorragiche e trombotiche promuovendo la ricerca scientifica, la formazione e la diffusione delle conoscenze e favorendo il confronto tra specialisti e la collaborazione con le principali istituzioni scientifiche nazionali e internazionali.

Impegnata in Casa Sollievo della Sofferenza dal 1992, nel 2007 è stata nominata responsabile del dell'Unità di Emostasi e Trombosi che lei stessa definisce "unità trasversale" che offre servizi di consulenza clinica integrata con una diagnostica avanzata.

Una parte significativa dell'attività è rivolta alla salute della donna, con particolare attenzione alle complicanze emorragiche e trombotiche associate alla gravidanza e al puerperio, alle perdite gestazionali e ai disturbi mestruali, oltre che alla gestione del rischio trombotico in ambito oncologico.

«Sono onorata di assumere la guida della SISET, una comunità scientifica che rappresenta un punto di riferimento nazionale per lo studio delle malattie emorragiche e trombotiche – dichiara Grandone, che oltre all'incarico in Casa Sollievo, ricopre il ruolo di professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l'Università degli Studi di Foggia –. Tra gli obiettivi del nuovo mandato ci saranno il rafforzamento della ricerca e della formazione, il coinvolgimento dei giovani specialisti e un dialogo sempre più stretto con le istituzioni, per tradurre i progressi scientifici in una migliore assistenza ai pazienti».