L'educazione religiosa
La famiglia Forgione era molto religiosa, come del resto un po' tutto il paese, in cui si osservavano scrupolosamente le ricorrenze liturgiche, particolarmente il Natale, con consuetudini e tradizioni simpatiche. Si onoravano anche i santi, con feste pubbli- che, tra cui, la prima domenica di agosto, la Madonna della Libera, patrona di Pietrelcina.
Il piccolo Francesco si trovò così inserito con naturalezza in un ambiente schiettamen- te religioso. Dei vicini di casa ricordavano come, da piccolo, quando sentiva suonare la campana per la funzione, premeva sulla nonna perché lo portasse in chiesa. Continuò poi a frequentarla regolarmente, per il catechismo, cui seguì la prima comunione e la cresima, facendo anche il chierichetto. Si distingueva tra gli altri bambini per questo suo trasporto per le cose religiose.
Se sentiva bestemmiare o pronunziare parolacce, soffriva visibilmente ed era come ter- rorizzato. E in campagna, giocando con altri pastorelli della sua età, tra cui il cugino e vicino di masseria Mercurio Scocca, «voleva sempre fare processioni» con dei pupazzetti che modellavano con la terra.