«Nel popolo distrutto e martirizzato della Palestina riconosciamo l'esperienza martoriale di Padre Pio»
Padre Franco Moscone ha presieduto la Santa Messa del mattino nella Festa di San Pio da Pietrelcina
È stato padre Franco Moscone, presidente della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza e arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, a presiedere la Celebrazione Eucaristica del mattino in questo 23 settembre 2025, Festa liturgica di San Pio da Pietrelcina.
«È molto bello questo spettacolo che la nostra Chiesa di San Pio offre questa mattina – ha affermato padre Franco accogliendo le migliaia di devoti accorsi a San Giovanni Rotondo per celebrare questa giornata –, è bello per la presenza del popolo di Dio riunito come chiesa universale, perché siete di tutte le parti del mondo».
Nell'incipit della sua omelia, una speciale menzione l'arcivescovo l'ha rivolta al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, frate minore francescano, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, che avrebbe dovuto presiedere questa Celebrazione, ma che ha deciso in ultimo di rimanere vicino alla sua Chiesa e al suo popolo, assieme alla piccola comunità cattolica di Gaza.
Con una preghiera rivolta a coloro che vivono i dolori della guerra - definiti dall'arcivescovo vera "immagine del Cristo crocifisso" - padre Franco ha fatto un parallelismo con quanto detto dal Cardinale di Napoli, Domenico Battaglia, in occasione delle celebrazioni di San Gennaro, lo scorso 19 settembre e cioè di esporre a fianco dell'ampolla del sangue del Santo quello dei bambini, dei martiri, dei feriti e degli uccisi della striscia di Gaza.
«Imitando un po' lui – ha così affermato padre Franco – direi che anche qui a San Giovanni Rotondo, insieme alle reliquie esposte del sangue versato da Padre Pio per 50 anni, possiamo guardare il popolo distrutto e martirizzato della Palestina e riconoscere l'esperienza martoriale delle stimmate del nostro caro e amato San Pio da Pietrelcina».
Proseguendo con la sua omelia, l'arcivescovo si è poi soffermato sulle parole del profeta Geremia (Ger 9,22-23), che appartengono alla Messa propria di San Pio da Pietrelcina e che parlano dell'autentica sapienza di Dio, dell'unica sua forza, dell'unica sua ricchezza.
«La sapienza di Dio – ha sottolineato – è quella che scombina, che mette sottosopra i progetti di un'umanità che si vuol dividere il potere o il pianeta su sfere di influenza in base al potere delle nazioni o dei popoli che ne hanno di più. La forza del Vangelo è la capacità di usare quel sentimento e quel cuore che disarma ogni situazione, che utilizza come arma l'amore e il servizio, come strumento la preghiera e la disponibilità. E poi c'è la ricchezza che non è quella che si accumula, Dio non ha accumulato nulla e non accumulerà mai nulla per sé. Dio esprime la sua ricchezza nel donare, nel condividere, nel perdere sé stesso per darsi tutto a noi e alla sua creazione. Darsi tutto fino all'ultima goccia di sangue, fino al "Consummatum est" della croce».
«E se volgiamo il nostro sguardo a Padre Pio – ha quindi concluso – lo riconosciamo proprio così: sapiente della sapienza del Vangelo, forte della potenza della croce, ricco di una vita donata senza mezzi termini, avendo svuotato la misura umana per diventare pieno del dono di Dio da condividere».
La celebrazione della Solennità di San Pio proseguirà con la Santa Messa alle ore 17:00 che sarà presieduta da fra Francesco Dileo, ministro provinciale dei frati minori cappuccini di Sant'Angelo e Padre Pio, seguita dalla processione con la statua del Santo per le vie del paese. Al suo rientro in Santuario, l'effige di Padre Pio sosterà alcuni minuti dinanzi la Casa Sollievo della Sofferenza per una speciale benedizione agli ammalati e operatori sanitari della sua Opera.


































