Skip to main content

Civitavecchia Chiesa Cattedrale


Nel pomeriggio di giovedì, 16 novembre 2006, presso la Chiesa Cattedrale di Civitavecchia, avrà luogo un incontro aperto a tutti i membri dei Gruppi di Preghiera presenti nella Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia. Sarà presente con la sua testimonianza Padre Guglielmo Alimonti, Cappuccino.

Programma
- Ore 15,00 Accoglienza
- Ore 15,30 Incontro con i Direttori Spirituali, Capi Gruppo e Membri
- Ore 16,30 Adorazione Eucaristica e santo Rosario
- Ore 17,30 Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Girolamo Grillo, vescovo di Civitavecchia-Tarquinia

Un saluto fraterno
Il Centro Gruppi

Non vi stancate di pregare e far pregare.
Portate con gioia la croce della sofferenza.
(Padre Pio)

  4800 Visite

Betania Regione Belvedere Valmadonna (AL)


Ai Coordinatori Regionali e Diocesani
Ai Direttori Spirituali
ed ai Capi Gruppo
dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
delle Province di Alessandria, Asti e
Vercelli
LORO SEDI

Carissimi,
sono lieto di comunicarVi che Don Lino Mascia, Coordinatore Regionale dei Gruppi di Preghiera del piemonte, desidera incontrarVi e conoscerVi insieme ai vostri collaboratori e per questo motivo ha stabilito un incontro che ha lo scopo di programmare insieme le attività dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio e armonizzarle secondo le ndicazioni delle varie pastorali diocesane.Sarà certo un prezioso momento di grazia che permetterà di far conoscere, approfondire e testimoniare nelle Chiese locali la spiritualità del nostro Fondatore San Pio da Pietrelcina.
Nel trasmetterVi il programma, certo della presenza di ciascuno di Voi , Vi invito a partecipare numerosi.
Vi saluto fraternamente,

Don Vincenzo D'Arenzo

PROGRAMMA
- Ore 10,00 Accoglienza
- Ore 10,15 Preghiera Comunitaria
- Ore 11,00 Relazione di Don Lino Mascia sul tema: «Continua presenza di Padre Pio – “Una nuova milizia fatta di rinunzie e di amore sta per sorgere a gloria di Dio e a conforto delle anime e dei corpi infermi” (Padre Pio: 5 maggio 1956)»
- Ore 12,00: Pranzo
- Nel pomeriggio: L’incontro continua alla presenza del Coordinatore Regionale per discutere e approfondire quanto è stato illustrato, porre domande, esporre situazioni e problemi che si vivono nei Gruppi.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni pranzo
Sig.ra Augusta Davite – tel. 0131 233187
Padre Piercarlo – tel. 338 3839607

Certo della vostra presenza ringrazio e porgo un cordiale saluto, fiducioso nella reciproca preghiera per ottenere dal Signore la grazia di compiere tutto a gloria di Dio, tramite la potente intercessione di Padre Pio.

Don Lino Mascia
Parrocchia Beata Vergine delle Grazie – Crocetta
Via M. Polo,8
10129 – Torino
Tel 011 599233
Fax 011 593006

  4850 Visite

I Gruppi di Preghiera in udienza dal Papa


Sabato 14 ottobre 2006 il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza l’Opera di San Pio da Pietrelcina in occasione del 50° anniversario della inaugurazione dell’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”.
Erano presenti circa trentamila persone. Folta la rappresentanza degli operatori sanitari della Casa Sollievo, dei Gruppi di Preghiera italiani ed esteri, della Famiglia Cappuccina, dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
Siamo lieti di esprimere il nostro sincero grazie al Santo Padre e ai partecipanti.

Il Centro Gruppi



…tutti insieme voi formate una grande famiglia spirituale, perché vi riconoscete figli di Padre Pio, un uomo semplice, un "povero Frate", come diceva lui, al quale Dio ha affidato il perenne messaggio del suo Amore crocifisso per l’intera umanità…
…un impegno essenziale dei Gruppi di Preghiera, e cioè la "carità fattiva e operosa a sollievo dei sofferenti e dei bisognosi come attuazione pratica della carità verso Dio".
(Benedetto XVI)


Discorso del Papa
Omelia del Card. Bertone
Discorso di ringraziamento a S.Em.Card. Tarcisio Bertone
Omaggio al Papa dell’Arcivescovo Domenico Umberto D’Ambrosio
Catechesi di Mons. Comastri (Sala Nervi 13 Ottobre 2006)

  6293 Visite

Morcaldi un sindaco tra due santi

L'Assoclub Eventi in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di San Giovanni Rotondo e l'Amministrazione Provinciale di Foggia presenta:

Celebrare con un convegno il trentennale della morte del Cav. Francesco Morcaldi, noto a tutti come il "Sindaco di Padre Pio", è un'immensa gioia, un gesto di riconoscenza e di gratitudine verso un uomo che dedicò tutto se stesso, spesso mettendo a rischio la propria vita, non solo per impedire l'allontanamento di Padre Pio dal Suo Convento e dal Suo amato popolo sangiovannese ma, anche e sopratutto per ottenere la riabilitazione alle funzioni del Suo Ministero Sacerdotale. Una missione, questa del Morcaldi, impregnata di amore, fede e giustizia

Tra Padre Pio e il popolo di San Giovanni Rotondo vi è stato sempre un cordone ombelicale, rappresentato da una commovente lettera-testamento, scritta da Padre Pio al Suo caro e amico Sindaco Cav. F. Morcaldi il 12.08.1923 :

"…Ricorderò sempre cotesto popolo generoso nelle mie povere ed assidue preghiere, implorando per esso pace e prosperità e quale segno della mia predilezione, null'altro potendo fare, esprimo il mio desiderio che, ove i miei superiori non si oppongano, le mie ossa siano composte in un tranquillo cantuccio di questa terra…".

Questa pagina non è sufficiente ad elencare tutte quelle opere di bene che il Cav. Morcaldi ha prodotto a favore del suo paese e dei Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo e tra le quali è doveroso evidenziare il contratto stipulato il 14 settembre 1925 tra il Sindaco Morcaldi e Padre Testa, Guardiano del Convento, per concedere in “enfiteusi perpetua” il Convento di Santa Maria delle Grazie con "annesso orto". Un gesto questo, di estrema generosità

Dopo il successo del "Memorial Morcaldi" 2005, abbiamo ideato questo Primo Convegno di Studi non solo per una semplice operazione di recupero del passato ma, anche per onorare e custodire il grande patrimonio culturale,morale e spirituale del nostro caro concittadino “Don Ciccio Morcaldi”

Vi invitiamo ad essere presenti a questo convegno per meglio conoscere, dalla viva voce di illustri relatori, l’importante ruolo svolto da Morcaldi al fianco dei suoi due amici: San Pio da Pietrelcina e San Luigi Orione.

L'iniziativa è organizzata da Stefano De Bonis e Italo Caratù

PROGRAMMA

ore 17,30:
- Accoglienza

ore 18,00:
- Apertura dei lavori
- Video-documentario
- Saluto delle Autorità
- dott. Salvatore Mangiacotti (Sindaco di San Giovanni Rotondo)
- dott. Carmine Stallone (Presidente Amm. Prov. di Foggia)

ore 18,30:
- "Morcaldi e Don Orione"
a cura di don Flavio Peloso
Superiore Generale della Congregazione di San Luigi Orione

ore 19,10:
- "Morcaldi e Padre Pio"
a cura di fr. Marciano Morra
Segretario Generale dei Gruppi di Preghiera di P.Pio

ore 19,45:
- Testimonianze

ore 20,00:
- Intermezzo musicale del M° Matteo Grifa
Docente di chitarra c/o SMS “Giordani” di Manfredonia

Interverrà
Sua Eccellenza Mons. Domenico U. D'Ambrosio
Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e Delegato Pontificio per il Santuario e le Opere di San Pio da Pietrelcina

Moderatore
Stefano Campanella
Direttore Responsabile di Tele Radio Padre Pio

*Presso il Museo delle Cere di "Padre Pio", dimora del Cav. Francesco Morcaldi, sarà possibile visionare documenti storici significativi della sua vita pubblica.

** Nel giorno del Convegno, presso il Centro di Spiritualità Padre Pio, sarà allestita una mostra fotografica a cura del M° Elia Stellato.

*** Servizio navetta gratuito A/R con partenza ore 17,15 da P.zza Europa (c/o Poste Italiane ) – San Giovanni Rotondo

Con il patrocinio di:
- Regione Puglia
- Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo
- Casa Sollievo della Sofferenza
- Convento dei Frati Minori dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo
- Congregazione di San Luigi Orione
- Associazione Volontari Italiani Sangue
- Azienda di Promozione Turistica - Foggia
- Museo delle Cere di Padre Pio

Info 338 8264382 – universo_start@tin.it - www.memorialmorcaldi.com

  4572 Visite

Editoriale Mons. D'Ambrosio - giorn. 18/2006

La Vergine Santa, la Regina di Siponto, la Madre nostra, oggi accoglie tutti noi che festosi e devoti la celebriamo e veneriamo nella sua grande e unica dignità per lei proclamata, come abbiamo ascoltato or ora dall’annunzio del Vangelo, dalla donna piena di Spirito Santo, Elisabetta: «Benedetta tu fra le donne perché più che benedetto è il frutto del tuo grembo: Gesù».
La storia di fede della Chiesa da sempre è segnata dalla presenza e dalla devozione alla Santa Madre di Dio. Non riusciremmo a capire la sua storia, il suo cammino, il suo intrecciarsi alla vicenda umana spesso contorta e sofferta, senza la presenza e l’amore a questa Madre, icona della fedeltà alla Parola che dà vita e salva, speranza certa di redenzione e novità, anticipo e profezia dei cieli nuovi e della terra nuova.
La storia di questa nostra comunità avrebbe anfratti oscuri e non percorribili se a vegliare su di essa e a darle speranza, non ci fosse questa Madre il cui occhio grande, pensosamente mesto e grave, interrogante, accogliente, forse anche ammaliante, perché intriso di mistero che ella però continua a mostrarci, a indicarci con quella mano destra che sfiora il manto regale del Bambino Gesù a cui ci rimanda per essere certi di trovare la luce che rischiara i nostri passi sul sentiero di pellegrini che cercano l’incontro pieno con il Dio vivo e vero.
Da secoli l’incontro e la certezza della presenza di questa Madre che veglia sulla sua comunità, ci ha rinfrancati e le tristi vicende della nostra storia segnata da abbandoni, da povertà ricorrenti, da distruzioni e saccheggi, da violenze gratuite, barbare e assassine, da interventi sul territorio arbitrari e ingiustificati che hanno pagato il nolo a politiche sbagliate ed esosamente prezzolate che ancora oggi mostrano i vanesi sogni di gloria che il mare inghiotte senza una decisa inversione che paghi alla nostra comunità debiti contratti con povertà, incertezze e danni anche al nostro habitat.

Tutte queste vicende hanno trovato nello sguardo intensamente partecipe della Madre e Regina della nostra comunità, lo stimolo e la forza per ricominciare a lottare con i segni certi di una storia non più matrigna e avversa, ma complice nel ridisegnare i tratti di una speranza nuova e creatrice.

Celebrando la festa della Regina di Siponto, vogliamo leggere le nostre giornate e la nostra storia con i tratti di fiducia e di speranza che la presenza e l’amore di questa Madre ci garantiscono con certezza. A lei, soprattutto in questo giorno di festa, vogliamo ripetere la nostra corale invocazione: «A te ricorriamo noi esuli figli di Eva… vita dolcezza e speranza nostra… volgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi».
Siamo ben consapevoli che queste invocazioni non ci esautorano dalle nostre responsabilità, dai nostri compiti, dall’essere costruttori convinti e consapevoli di una umanità e di un mondo rinnovati.

A noi cristiani non può appartenere la bandiera bianca della resa. «La Chiesa non è solo il luogo del bisogno di guarigione, di serenità, di pace, di armonia spirituale». La Chiesa è casa e luogo di comunione. È sguardo sulla storia da amare e costruire, è il luogo in cui la mia libertà «che oscilla tra desiderio illimitato e capacità limitate, si trova non solo guarita dal suo delirio di onnipotenza, ma diventa una libertà liberata per la comunione» (Testimoni di Gesù Risorto... n.3), per l’incontro, per la partecipazione, per la condivisione.
Qui veniamo a scoprire e a ricevere le ragioni vere della nostra presenza alla storia e del contributo che ad essa siamo chiamati a donare per inserirci, col nostro apporto, al dinamismo dei tanti che superano le molteplici diversità non annullandole ma sintetizzandole e discernendole con l’arte del dialogo che fa comprendere e amare.

In questo giorno di festa vogliamo invocare l’intercessione della nostra Regina, domandandole che presenti al Figlio suo, Liberatore e Redentore, la preghiera che abbiamo ascoltato nella prima lettura, quella della regina Ester, impotente e sola di fronte al male che grava sul suo popolo schiavo e destinato alla distruzione e all’annientamento:
«Accorri in mio aiuto, perché sono sola e non ho nessun altro che te, Signore, mio Dio...Dai libri dei miei antenati ho appreso che tu, Signore, liberi quanti in te si compiacciono sinoalla fine. Liberaci dalle mani dei nostri nemici...».

L’esperienza della solitudine la sperimentiamo di fronte ai drammi grandi della nostra personale esistenza che ci trovano deboli, fragili, disorientati, confusi.
È questa solitudine che ci prende di fronte ai ripetuti e quotidiani assalti a sicurezze faticosamente raggiunte.
C’è la solitudine che prende noi adulti incapaci di capire e dialogare, nonostante ripetuti e sinceri tentativi, con le giovani generazioni che sembrano allontanarsi sempre più da noi, dal nostro modo di pensare e progettare, assenti e non partecipi alla grande pagina della vita sociale e di gruppo, indifferenti talvolta alle nostre preoccupazioni e paure.
Ma c’è anche la solitudine delle giovani generazioni, quello che con un eufemismo continuiamo a chiamare «pianeta giovani», che sembra preferire l’uscita dal sistema che non riesce a cogliere e a dare risposte ad attese incerte e nebulose, delusi dai molti idoli a cui hanno o avevano consegnato la loro vita e i loro ideali.
Oggi si ha l’impressione che i percorsi dei giovani e degli adulti, si snodano lungo rette parallele che, benché vicine e uguali, accentuano l’impossibilità di un incontro e di un dialogo.

In tal modo aumentano i vuoti e le assenze e si sfoca in contorni incerti l’appartenenza civile e sociale. Si appanna la forza di un radicamento in una comunità che annunzia e testimonia il Vangelo della speranza, ma anche quella di un radicamento in una storia civile, dotata delle sue tradizioni e alle prese con i grandi problemi del lavoro che non c’è, della casa che non si trova, dell’ambiente che si sfigura, degli immigrati che in sempre maggior numero e con le loro povertà entrano nelle nostre comunità, della pace sempre insidiata e lontana.

Signore, per intercessione della tua e nostra Madre, liberaci dalle mani dei nostri nemici:
. la paura di lavorare o impegnarsi per la crescita del bene comune
. l’indifferenza di fronte ai mali che ci rattristano
. la latitanza e la fuga dal bene comune
. l’egoismo che ci fa assenti ed estranei ai drammi e alle sofferenze dei nostri simili
. la facile acquiescenza ai compromessi, alla svendita dell’onestà, al mercimonio anche del proprio corpo
. il crollo anche tra noi del valore e della saldezza della famiglia, scegliendo le cosiddette nuove forme precarie e ad libitum di unione, che vanno dalla fedeltà a tempo all’introduzione di un concetto di famiglia che tenta di adeguare la sacralità di questo istituto alla novità delle mode che si vogliono far passare come evoluzione giusta e giustificante verso pseudotraguardi di progresso, verso una società multietnica e multiculturale, prodotti della globalizzazione con cui, si dice, va guardata l’evoluzione della storia e del mondo.

Madre, liberaci dalle mani di questi nemici.
A noi, discepoli del tuo Figlio, spesso soli e indifesi, donaci il tuo aiuto, il tuo sostegno, la tua intercessione, perché i pericoli della tacita acquiescenza, dell’adattamento alle nuove mode, al relativismo etico, ci hanno raggiunti e tentano di conquistarci e garantirsi così il silenzio e l’omertà di fronte al tentativo continuo di dare al male, nelle sue varie e subdole forme, la copertura e la maschera di un bene che tale non è.

A te ricorriamo, o Madre.
Salvaci e liberaci da ogni pericolo,
Vergine gloriosa,
vita, dolcezza e speranza nostra.
Amen.

  3421 Visite

Peregrinatio Mariae

Domenica 29 gennaio 2006, in tutte le parrocchie del Gargano che rientrano nell'ambito della diocesi è stato letto e presentato il Decreto di indizione della Visita Pastorale del nostro Padre e Arcivescovo, Monsignor Domenico D'Ambrosio. Al termine del commento, il sacerdote ha lanciato un caldo invito alla comunità parrocchiale affinché si preghi intensamente perché questo momento qualificante nella vita della Chiesa di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo si trasformi in tempo favorevole per la salvezza.
La Visita si svolge nell'ambito di una missione popolare intorno alla Sacra Icona di Maria SS. Regina di Siponto, pellegrina in tutte le Comunità parrocchiali nel 50° anniversario della sua Incoronazione. Tale missione raggiunge tutte le categorie sociali e tutte le persone, anche quelle lontane dalla pratica religiosa.

Momento importante ed essenziale della Visita Pastorale resta comunque la preghiera. Un invito diretto in particolare ai fanciulli del catechismo, agli ammalati, alle anime consacrate. Non manca una particolare intenzione alla preghiera dei fedeli nelle domeniche precedenti la Visita.

«La proposta della Peregrinatio Mariae, Missione al popolo e Visita pastorale dell'Arcivescovo» - spiega don Stefano Mazzone sulle pagine di Gargano Sette di Avvenire - «è un pellegrinaggio lungo un anno che ci porterà l'8 dicembre 2006 a riaffidare tutta la Chiesa Diocesana alla materna e amorevole protezione della Madre di Dio e Madre nostra così come avvenne cinquant'anni fa».
«La Peregrinatio Mariae, Missione al popolo e Visita pastorale» - continua don Stefano - «richiama il pellegrinaggio che ciascuno è chiamato a compiere per riscoprire la propria fede, e costituisce, inoltre, un invito concreto per tutta l'Arcidiocesi a "mettersi in cammino" sulle strade garganiche con cuore nuovo per la nuova evangelizzazione».

Momento centrale della visita del Vescovo alle parrocchie è la concelebrazione Eucaristica con la predica della Parola di Dio e il conferimento solenne del sacramento della Cresima. In base alle indicazioni comunicate a Manfredonia il giorno dell'Epifania, è possibile programmare la celebrazione di altri sacramenti, della Liturgia delle Ore, della Parola di Dio; dedicarsi al ministero della Confessione; recarsi a pregare nel Cimitero con la partecipazione del popolo; intrattenersi a colloquio con il parroco ed altri sacerdoti a servizio della parrocchia in forma comunitaria e personale; visitare le religiose che operano nell'ambito della parrocchia; visitare gli infermi e gli anziani nelle famiglie e nelle Case di Riposo o in analoghe istituzioni; incontrare i fanciulli, ragazzi e adolescenti della scuola catechistica parrocchiale; visitare gli alunni delle scuole presenti nel territorio parrocchiale; incontrare il gruppo dei catechisti, il Consiglio pastorale e quello per gli affari economici, l'Azione Cattolica, le associazioni, i movimenti, i gruppi ecclesiali; avvicinare e parlare agli operai possibilmente negli stessi luoghi di lavoro; avere particolari incontri con i giovani, i fidanzati, le giovani coppie, il gruppo famiglie, i volontari; offrire facile possibilità di colloquio a tutti quelli che desiderano conferire con il Vescovo per cose attinenti alla loro vita spirituale o al bene della parrocchia.

«Questa è la mia terra, la mia casa, la mia famiglia, conosco ogni strada, ogni città, ogni paese. Ansie, dolori, gioie e speranze di tutti voi mi coinvolgono fortemente», scrive monsignor D’Ambrosio nella Bolla di indizione della Visita pastorale. «E’ lo stesso desiderio dell'apostolo Paolo che mi spinge a compiere questa Santa Visita: "Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la Parola del Signore, per vedere come stanno" (At 15,36). Desidero infatti vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate gratificati, o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io (Rm 1,11). Devo farmi missionario e andare a visitare i miei fratelli per confermarli e rinvigorirli nella fede che ci fa membra vive della Chiesa "santa e sempre bisognosa di purificazione" (LG 8), "… non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, perché nella fede voi siete già saldi" (2Cor 1,24). Devo giungere ai vostri cuori per parlarvi di Dio e per parlare a Dio di voi, da me conosciuti e amati. Voglio stare con voi per prestare l’ossequio della stessa fede, nutrendoci della fedeltà alla Parola e saziandoci con il Pane di vita che il Signore Gesù moltiplica e divide per le folle dei discepoli che lo seguono. Voglio dare impulso alla nuova evangelizzazione nella nostra terra garganica attraverso una "missione popolare", che ci vedrà tutti raccolti intorno alla sacra Icona della Santa Madre di Dio Maria Regina di Siponto, pellegrina di pace nelle nostre comunità parrocchiali, nell'anno in cui celebriamo il 50° anniversario dell'Incoronazione, e farmi vicino a ciascuno di voi come il padre che si incontra con i figli per illuminarli e incoraggiarli, per promuovere l'unità e la comunione in Cristo e nella Chiesa, per dare slancio all'impegno missionario della nostra comunità diocesana e concretizzare così l'invito sollecitato dal Signore Gesù e riproposto dal Servo di Dio Giovanni Paolo II: "duc in altum! (Lc 5,4)"».

Scarica il Programma

  5008 Visite

Santuario di Caravaggio


Ai Coordinatori Regionali e Diocesani
Ai Direttori Spirituali
ed ai Capi Gruppo
dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
dell’Italia Settentrionale

Carissimi, anche quest’anno, nel 50° anniversario della inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza, sono lieto di diramare il programma del XVI Pellegrinaggio Mariano dedicato ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio dell’Italia Settentrionale, per il consueto incontro presso il Santuario di Caravaggio l’ultima domenica di settembre, nel giorno successivo alla ricorrenza della nascita alla vera vita del nostro Santo Fondatore.

In questo clima di unione e condivisione sarebbe bello che Domenica 24 settembre potesse essere intesa come “giornata di preghiera di intercessione” e dedicata alla preparazione dell’incontro del 14 ottobre con il Santo Padre.

Nel trasmetterVi il programma, certo della presenza di ciascuno di Voi anche in Piazza San Pietro il 14 ottobre, Vi invito a partecipare numerosi.

Vi saluto fraternamente,
Don Vincenzo D’Arenzo

PROGRAMMA
Ore 10,00:
- Concelebrazione Eucaristica all’altare esterno del santuario, presieduta da S.Ecc. Mons. Domenico D’Ambrosio;
- Recita del S. Rosario, con processione lungo il porticato del santuario con l’immagine di N.S. di Fatima: Sacerdoti, Immagine di N.S. di Fatima, labari e fedeli a file di 4 persone;
- Angelus Domini e consacrazione alla Madonna dei nostri Gruppi;
- Incontro dei Direttori Spirituali e Capigruppo con S.Ecc. Mons. Domenico D’Ambrosio nel salone;
- Pranzo con prenotazione, al sacco o al ristorante;

Ore 15,00:
- Liturgia mariana sul sagrato del santuario.

Organizzazione: Sig. Falconieri
Tel. 039 6057520, Fax 039 6057523, Cell. 348 7815891
( entro il 15 settembre )

  4657 Visite

Danni del Fumo

Seconda principale causa di morte nel mondo (dopo le malattie cardiovascolari)
• 90.000 morti/anno in Italia (5 milioni nel mondo)
• Nel 2030: 10 milioni nel mondo
• 1 morto su 5 (paesi industrializzati)
• Più morti di (messi insieme): alcol, cocaina, eroina, suicidi, omicidi, incidenti stradali, incendi, AIDS (ma fa meno notizia!)
• 30% di tutti i tumori
• 85-90% dei tumori polmonari

Fonte Istat, OMS


Attualmente in Italia fuma il 24% della popolazione (circa 12 milioni di persone): il divario tra uomini (28.6%), che storicamente fumano di più, e le donne (20.3%) si è andato gradualmente restringendo, soprattutto nelle giovani generazioni. Negli ultimi 5 anni hanno smesso di fumare 2.5 milioni di italiani.Preoccupante è l’abbassarsi dell’età di inizio del fumo. La prima sigaretta nei minori di15 anni nel 18.9%, tra i 15 e i 17 anni è il 40%, tra i 18 e i 20 anni è il 37.5% e solo 14.1% dopo i 20 anni. Insomma più del 60% dei fumatori inizia a fumare nell’età della scuola media inferiore-superiore ed il 96% inizia prima dei 20 anni.(Indagine DOXA 2006, per conto dell’Istituto Superiore di Sanità).

Quasi tutti i fumatori sanno che fumare fa male, ma generalmente sottostima l’entità del rischio. Ben il 70% dei fumatori vorrebbe smettere di fumare. Circa un terzo dei fumatori ogni anno cerca di smettere, ma solo il 20% di essi chiede un aiuto medico. Meno del 10% di coloro che cercano di smettere di fumari da soli si mantiene astinente a lungo termine. Vi sono maggiori probabilità di successo se si ottiene una qualche forma di aiuto, anche se spesso sono necessari diversi tentativi prima di raggiungere una astinenza duratura.

Il principale ostacolo alla cessazione del fumo sta nella dipendenza dalla nicotina. La nicotina causa tolleranza e dipendenza fisica. Quando si cessa l’uso di tabacco si verifica una sindrome da astinenza nicotinica, caratterizzata da irritabilità, rabbia, impazienza, irrequietezza, difficoltà di concentrazione, insonnia, aumento dell’appetito, ansia, depressione. I sintomi della sindrome da astinenza sono aspecifici, variano di intensità e durata e non sono correttamente identificati dal fumatore. I sintomi iniziano poche ore dopo l’ultima sigaretta, raggiungono il picco due o tre giorni dopo e si riducono col tempo, settimane o mesi.(N Rigotti. Treatement of tabacco use and dependence. N Engl J Med, Vol. 346, No. 7•February 14, 2002)

Non tutti sanno che...fumo e monossido di carbonio

L’intossicazione da ossido di carbonio è tristemente famosa per la sua pericolosità, in quanto l’ossido di carbonio (CO) ha un’affinità per l’emoglobina circa 200 volte superiore all’ossigeno (O2) e, a seconda della gravità del quadro clinico, può anche portare a morte nelle forme più gravi (morti da braciere).

Nei pazienti fumatori vi è una piccola costante intossicazione da CO, che può essere misurata nell’espirato del fumatore, costituendo un metodo di rinforzo dei programmi di cessazione dal fumo, aumentandone l’efficacia.

(Modificato da: Tim Coleman ABC of smoking cessation: Use of simple advice and behavioural support. BMJ 2004;328:397-9)

  9116 Visite

Partecipa al test


Test di Fagerstrom
Il test consente di stabilire la dipendenza fisica dalla nicotina, sostanza introdotta nell'organismo umano a seguito del fumo di sigaretta.
Effettua il test online

Smettere di fumare
Il test consente di valutare il grado di motivazione a smettere di fumare.
Effettua il test online

N.B.: i risultati di questi semplici test devono essere discussi con un medico che ti indicherà il percorso da intraprendere per smettere di fumare




 

  7771 Visite

Un Fremito d'Ali - Arena Flegrea


Nell'ambito della rassegna "Flegreinarte" il Presidente della Provincia di Napoli Dott. Di Palma ha voluto comprendere il musical "Un fremito d'ali - la vita di Padre Pio vista dagli angeli", diretto da Carlo Tedeschi, che avrà luogo il giorno 14 settembre alle ore 21 presso l'Arena Flegrea di Napoli (vedi cartellone).
Ulteriori informazioni possono essere reperite collegandosi al sito www.provincia.napoli.it










  5248 Visite

Acquisti e Logistica

Dr. Michele Giuliani

Ufficio Acquisti
Tel. 0882 410355
Fax 0882 410548
email: economato@operapadrepio.it

Ufficio Ordini
Tel e Fax 0882 410338

L’U.O. Acquisti e Logistica assicura, ai diversi gruppi di utenti dell’Ospedale la disponibilità stabile dei beni e servizi necessari allo svolgimento delle attività, nel rispetto delle caratteristiche dei servizi richiesti, delle procedure aziendali delineate, delle migliori condizioni di mercato e di qualità.

A tal fine coordina e controlla l’intero processo di approvvigionamento: provvede alla pianificazione dei fabbisogni di periodo; gestisce l’Albo Fornitori in considerazione della convenienza economica, qualità, affidabilità, continuità delle prestazioni dei beni e dei servizi erogati; conduce le trattative di acquisto attraverso l’ottimizzazione delle strategie di negoziazione; predispone gli ordini di acquisto; garantisce il rifornimento attraverso il monitoraggio delle consegne, opera il riscontro delle fatture.

Assicura il buon funzionamento delle attività di Magazzino attraverso l’attività di ricevimento merci, la movimentazione fisica dei beni e la gestione delle scorte.

Cura la gestione dei servizi esternalizzati. Formula proposte e conduce indagini di mercato, nel rispetto delle procedure interne. Elabora ed analizza gli indicatori di performance dei servizi esternalizzati ponendo in atto le eventuali azioni correttive ove necessario.

Cura l’inventario fisico dei beni ammortizzabili, dal loro ingresso in Ospedale fino alla dismissione per obsolescenza o per vendita.

Gestisce i rapporti assicurativi per la tutela dell’Ospedale nei confronti dei rischi derivanti dalle proprie attività e l’espletamento delle pratiche di richiesta di risarcimento danni.

  25176 Visite

Convegno Nazionale dei giovani luglio 2006



Scarica il programma dell'evento

Scarica la locandina dell'evento

Scheda di iscrizione




  3899 Visite

Progetti approvati 2009


Informa cancro (2009)
Bando - Allegati 2 e 3

Non solo assistenza nella Casa Padre Pio
Bando - Allegati 2 e 3

  4975 Visite

Malattie Rare

Le malattie rare attualmente conosciute sono circa 5.000, pari al 10% delle patologie umane, pos­sono interessare tutti gli organi ed apparati dell’organismo e sono molto eterogenee fra loro sia nell’e-ziopatogenesi, sia nelle manifestazioni sintomato­logiche.

Nonostante la bassa frequenza delle singole pato­logie, le malattie rare costituiscono un problema sanitario importante in quanto colpiscono un numero rilevante di cittadini e di famiglie e richiedono un’assistenza specialistica e continuativa.

L’offerta clinico-assistenziale di Casa Sollievo della Sofferenza per le malattie rare comprende l’erogazione di servizi di diagnosi e terapia, attività scientifica e formazione tramite una serie di strutture altamente specializzate, in possesso di documentata espe­rienza in attività diagnostica e/o terapeutica speci­fica per le malattie o per i gruppi di malattie rare, nonché di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari.

Elenco delle unità del nostro Istituto riconosciute dalla Regione Puglia quali Presidi della Rete Nazionale delle Malattie Rare.(Deliberazione della Giunta Regionale 23/12/2003, n. 2238: "Rete regionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi, la terapia delle malattie rare, ai sensi del D.M. 18 Maggio 2001, n. 179"; Deliberazione Della Giunta Regionale 19 febbraio 2008, n. 171).

  • Dermatologia
  • Ematologia
  • Endocrinologia
  • Gastroenterologia
  • Genetica Medica
  • Medicina Interna
  • Nefrologia e Dialisi
  • Neonatologia
  • Neurologia
  • Pediatria

Classificazione dei Presidi

A - Centro principale che effettua diagnosi, terapia, attività scientifica e formazione
B - Centro principale che effettua diagnosi, terapia,
C - Centro ancillare (consulente al principale) che effettua diagnosi, terapia, attività scientifica e formazione
D - Centro che effettua solo diagnosi
N - Non precisato

 

Dermatologia - B
Lichen sclerosus et atrophicus
Pemfigo
Visita il reparto

Continua a leggere
  166673 Visite

Editoriale di Mons. D'Ambrosio - Marzo 2006


Ancora una volta il Signore Gesù continua a parlare a noi in parabole, spiegandocene il senso. Ci introduce e ci fa conoscere il mistero che è per noi. Il grande mistero è il Regno dei cieli. Nella parabola della perla preziosa, il Signore ricorda a noi quale deve essere la cura, l’impegno, la scelta totale di questo Regno.

C’è il possesso pieno della comunione con Dio, in Dio. Dobbiamo essere capaci di mettere da parte tutto: le nostre presunte fallaci ricchezze, le nostre umane sicurezze, le nostre conquiste, il nostro desiderio di ricavarci un angolo tutto nostro, fatto da noi, in questa immensità di storia che siamo chiamati a vivere; mentre Gesù ci dice che tutto questo non può sostituire l’unico Bene sommo.
Per cui, tutto quello che abbiamo raggiunto da noi stessi, deve essere considerato, direbbe San Paolo, «spazzatura». Perché guardiamo altro e alto. Guardiamo a questa perla preziosa da conquistare.

Per certi versi non è difficile, perché questa perla non l’abbiamo trovata noi, ce la fa trovare Lui, il Signore; è Lui che la mette nelle nostre mani, ma a patto che in queste mani non ci sia altro, impoverite e private di tutte quelle nostre umane sicurezze. L’apostolo Paolo ci ricorda quel meraviglioso itinerario che il Signore ha preparato per noi, da sempre.

Siamo, ognuno di noi, al centro del corpo di Dio, da sempre. Ci conosce, ci ama, ci ha predestinati, presenti a Lui fin dall’eternità. I nostri volti, la nostra vita, i nostri drammi, i nostri dolori, le nostre gioie, da sempre Lui li conosce. Siamo entrati nel tempo, quando il Signore ha scelto per noi. Ma come siamo entrati nel tempo? Segnati dalla colpa, dal peccato, il peccato dell’uomo, il peccato originale, i nostri peccati.

Ma l’amore di Dio non si ferma di fronte alle nostre miserie, sopravanza alle nostre miserie, le distrugge. È la sua croce che copre la moltitudine dei nostri peccati, e torniamo ad essere in pienezza figli di Dio. Ma l’amore di Dio non si ferma qui, ci ha anche glorificati. Non solo ci rende giusti, non solo annulla, cancella, distrugge il nostro peccato, ma ci fa partecipi della sua stessa vita, anzi della sua gloria. Il prezzo che paga Cristo Gesù è molto alto, perché questo accada in noi.
Il prezzo è la croce, è la sua vita donata per noi, tutta intera senza alcuna riserva, con la generosità totale che appartiene all’amore di Dio.

  5487 Visite

Comitato Etico

E’ presieduto dal Direttore Sanitario.
È stato istituito ai sensi del D.M. Sanità del 15/7/1997 sulle Good Clinical Practice (All. 1), del D.Lgs. 24/6/2003, n. 211 relativo all’applicazione della buona pratica clinica nell’esecuzione delle sperimentazioni cliniche dei medicinali per uso clinico e del D.M. Salute del 12 maggio 2006 su “Requisiti minimi per l’istituzione, l’organizzazione e il funzionamento del comitati etici per le sperimentazioni cliniche dei medicinali”.

In conformità alla natura ecclesiastica dell’Ente, il Comitato Etico della Casa Sollievo della Sofferenza si ispira alle Carte dei Diritti dell’Uomo, alla Dichiarazione di Helsinky e successivi aggiornamenti, alle norme di Good Clinical Practice (DM Sanità del 15/7/1997, All. 1 e D. Lgs. 24/06/2003, n. 211), alle Raccomandazioni di Organismi Internazionali e alla deontologia medica nazionale e internazionale, alle Raccomandazioni del Comitato Etico Nazionale, purché siano coerenti con i principi della morale cattolica interpretati dal Magistero della Chiesa.

Le funzioni del Comitato Etico sono così individuate:
A) Funzione di revisione dei protocolli di sperimentazione clinica e di valutazione dei medicinali al fine di esprimere il parere motivato nei casi previsti dal decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211.
B) Funzione di promuovere la formazione cristiana ed il perfezionamento professionale di tutto il personale della Casa Sollievo della Sofferenza, perché sia, secondo la volontà del Fondatore, “richiamo operante dell’amore di Dio”. A tal fine il Comitato esamina, approva, coordina iniziative culturali proposte sia all’interno che all’esterno dell’Ospedale.
C) Funzione consultiva in relazioni a questioni etiche connesse con le attività scientifiche, assistenziali, didattiche ed amministrative. Il Comitato Etico riceve in particolare le segnalazioni di eventuali eventi avversi che dovessero verificarsi in corso di sperimentazione.

Il Comitato Etico è così composto:

- il Presidente nominato dal Rappresentante Legale dell’Ospedale
- il Direttore Sanitario dell’Istituto (ex officio)
- il Direttore Scientifico dell’Istituto (ex officio)
- Un Farmacista del Servizio di Farmacia (ex officio)
- Un Medico-Legale
- Un Farmacologo Clinico
- Un Dirigente Responsabile di Struttura Complessa
- Un medico clinico
- Un medico di medicina generale territoriale e/o un pediatra di libera scelta
- Un esperto in deontologia medica
- Un Biostatistico
- Un rappresentante del settore infermieristico
- Un Rappresentante del volontariato.

Per l’espletamento delle sue funzioni il Comitato Etico si avvale: del Segretario del Comitato, il quale partecipa alle riunioni e provvede alla stesura del relativo Verbale e dell’Ufficio di Segreteria del Comitato.


  31957 Visite

Finalità

I comitati presentati in questa sezione sono organismi a carattere multidisciplinare, previsti dalla normativa nazionale e regionale, a cui partecipano competenze professionali interdisciplinari, anche esterne all’Ospedale, istituiti per programmare, coordinare e monitorare specifiche attività cliniche e scientifiche che si svolgono in Casa Sollievo.


 

  25555 Visite

Omelia per l'anniversario della conversione di San Camillo de'Lellis


Nel 431° anniversario della conversione di San Camillo de’ Lellis l’Arcivescovo D’Ambrosio ha presieduto il 2 febbraio la Messa concelebrata a Manfredonia, nella chiesa di «San Domenico».

Il Signore Gesù ci dà da vivere questo momento di grazia, che è la celebrazione del suo mistero, il mistero della Pasqua, della vita che Egli dona a tutti noi. E oggi, viviamo questa Eucaristia, con una presenza particolare, insolita per questa Chiesa di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. È affollata dai seguaci, dai devoti di San Camillo de’ Lellis. C’è la sua grande famiglia, i suoi figli, ormai a noi carissimi, i Padri Camilliani. Poi ci siete voi che venite da varie realtà. Permettete solo un saluto particolare, perché se lo merita, a Bucchianico. C’è il sindaco, c’è la delegazione ufficiale. Bucchianico è la patria di San Camillo.

Oggi celebriamo questo straordinario intreccio voluto dalla Provvidenza. Celebriamo la festa della presentazione del Signore al tempio, e ricordiamo quello straordinario incontro che accadde in questo tempio. In una giornata di festa, di domenica, tanti avevano partecipato all’Eucaristia, e alla porta della chiesa c’era uno strano personaggio, un uomo grande, di statura superiore alla media, che giaceva lì, alla porta della chiesa, a chiedere l’elemosina. E uno dei partecipanti dell’Eucaristia che lo rimprovera: «Come ti permetti, giovane come sei? Vai a lavorare! Ci sono i Padri cappuccini che hanno bisogno di aiuto».
Era lui, proprio Camillo de’ Lellis, che svernava a Manfredonia, con intervalli tra una campagna militare e l’altra. E credo che proprio da questo incontro, davanti a questo tempio, si completa quell’itinerario che poi condurrà Camillo de’ Lellis all’incontro definitivo con il Signore, da cui finalmente si lascia afferrare. Tutto questo accadde qui, tra noi, Manfredonia, San Giovanni Rotondo.

scarica il testo completo

  5318 Visite

Pubblicazioni

{pubmed uid:GAS}

  24939 Visite

Pubblicazioni

In questa sezione viene presentata una selezione della produzione scientifica del gruppo di ricerca, in particolare le comunicazioni scientifiche e gli articoli pubblicati dal 2004 su riviste nazionali ed internazionali che hanno Impact Factor.
 
{pubmed uid:GME}

  30121 Visite